Targa in memoria di Quadrio Pirani


Quadrio F. Pirani Via Salvator Rosa targa

La targa in questione si trova in Via Salvator Rosa, nel Rione San Saba, addossata al muro della scuola primaria Leopoldo Franchetti, e ricorda l'architetto Quadrio Ferruccio Pirani (Jesi 1878-Roma 1970), qui ricordato per aver progettato il nucleo storico del moderno Rione San Saba.
La targa è stata qui posta dal I Municipio nel 2023, in occasione del centenario del Rione.

Targa in memoria di Renato Baruffi e Luciano Donati

San Saba Renato Baruffi Luciano Donati

La targa in questione si trova in Via Salvator Rosa, nel Rione San Saba, sul muro di cinta della scuola primaria Leopoldo Franchetti, e ricorda Renato Baruffi (1926-1944) e Luciano Donati (1926-1944), due 18enni abitanti del rione uccisi dai nazifascisti nelle prime ore del 22 Marzo 1944 mentre facevano ritorno alle loro case.

Pietra d'inciampo in memoria di Otello Di Peppe D'Alcide

Via Silla Prati Pietra d'Inciampo Di Peppe

La pietra d'inciampo in questione si trova in Via Silla, nel Rione Prati, e ricorda Otello Di Peppe D'Alcide (Chieti 1890-Roma 1944), falegname attivo nel Partito Comunista Italiano e partigiano la cui casa fu punto di riferimento della Resistenza a Roma, fungendo come base e rifugio. Arrestato dalle SS, Di Peppe fu portato a Via Tasso e ucciso nell'Eccidio delle Fosse Ardeatine del 24 Marzo 1944.

Madonna del Divino Amore in Piazza Giuliano Della Rovere

Madonna Divino Amore Piazza Giuliano Della Rovere

In Piazza Giuliano Della Rovere, nel Quartiere Lido di Ostia Levante, è presente, nel giardino al centro della piazza, una grande Edicola Sacra contenente un mosaico rafigurante la Madonna del Divino Amore.

Santa Maria Stella Maris in Via dei Pescatori

Madonna Stella Maris Borghetto Pescatori Ostia

In Via dei Pescatori, nella parte compresa nel Quartiere Lido di Ostia Levante, addossata alla ringhiera che affaccia sul contiguo Canale dei Pescatori, è presente un'Edicola contenente la stuatua di Santa Maria Stella Maris. Quello di "Stella Maris" è uno dei più antichi titoli della Vergine Maria ed è spesso invocata da chi vive e lavora in prossimità del mare, come appunto i pescatori di Ostia. Sotto l'Edicola, infatti, una targa ricorda che questa statua è stata qui posta dai pescatori il 4 Aprile 1933.

San Biagio de' Velli


San Biagio de Velli Trastevere

La Chiesa di San Biagio de' Velli era un edificio di culto oggi non più esistente situato nell'area del Convento delle Carmelitane Scalze di Sant'Egidio, nel Rione Trastevere. La prima menzione di questa Chiesa risale al 1123, quando compare citata in una Bolla di Papa Callisto II (1119-1124) che la inserisce tra le Chiese soggette alla Basilica di Santa Maria in Trastevere. Cencio Camerario, nel suo catalogo del 1192, la chiama "San Blasii in Transtiberim". Il suffisso della Chiesa, però, iniziò a essere "de' Velli" nel XVI Secolo, dal nome dell'omonima famiglia insediata nel palazzo situato proprio di fronte alla Chiesa e che all'epoca risultava essere tra le più influenti di Trastevere.
Fu proprio alla fine di quel secolo che la Chiesa venne affidata alla Compagnia dei Calzolai che misero in piedi un'opera di restauro dell'edificio, annettendo tra le altre cose un limitrofo Oratorio dedicato ai Santi Crispino e Crispiniano. Fu quindi in questo periodo che la Chiesa divenne nota soprattutto con il nome di Santi Crispino e Crispiniano: di questo periodo è preziosa la testimonianza di una lapide marmorea situata nell'ex Convento delle Carmelitane di Sant'Egidio e oggi Museo di Roma in Trastevere, risalente al 1614 e che cita esplicitamente Papa Paolo V Borghese e l'Università dei Calzolai, accompagnato da un bassorilievo raffigurante appunto i Santi Crispino e Crispiniano.
 
Lapide Santi Crispino e Crispiniano Museo di Roma
 
Nel 1628, Papa Urbano VIII Barberini (1623-1644) fece cedere la Chiesa alle Monache Carmelitane che nel 1630 decisero di demolire l'edificio di culto e la vicina Chiesa di San Lorenzo de Janiculo per costruire nello stesso isolato un grande Convento e una nuova Chiesa, dedicata a Sant'Egidio. Chiesa e Convento sono ancora esistenti, per quanto quest'ultimo sia attualmente occupato dal Museo di Roma in Trastevere e in quelli che erano gli orti annessi sono stati costruiti alcuni edifici tra cui l'Istituto Giulio Romano.
La posizione della Chiesa di San Biagio de' Velli è individuabile nell'angolo tra Via della Paglia e Piazza Sant'Egidio.

Commemorative plaques in Rione Regola

Via di Montoro

Ara dei Caduti Fascisti

Basamento Sallustiano monumento caduti fascisti

L'Ara dei Caduti Fascisti, conosciuta anche come Ara Littoria, era un monumento esistito durante il Fascismo, che si trovava nel giardino presso il Campidoglio situato lungo Via di San Pietro in Carcere, nel Rione Campitelli.
Le origini di questo monumento vanno individuate nel periodo immediatamente successivo alla Marcia su Roma, nello specifico al provvedimento preso il 13 Febbraio 1923 dal Sottosegretario alla Pubblica Istruzione Dario Lupi che aveva permesso di estendere il culto e la memoria dei caduti della Grande Guerra a tutti quelli che venivano definiti dal Partito Nazionale Fascista "Martiri Fascisti", ovvero tutti i membri del movimento mussoliniano morti in fatti di sangue durante un periodo particolarmente sanguinoso per l'Italia, caratterizzato da violenti scontri politici e dall'aumento vertiginoso della violenza squadrista dei fascisti. 
E' però nel 1926, quando il Fascismo ha ormai ottenuto i pieni poteri, che si decide di dedicare un'ara per i caduti fascisti da porre sul Campidoglio: per l'occasione si sceglie di utilizzare un blocco di granito dalla storia travagliata. Si tratta infatti di quello che fu il basamento dell'Obelisco Sallustiano, un obelisco scoperto nel 1589 nella vigna del Cardinale Flavio Orsini nell'area che successivamente sarebbe diventata Villa Ludovisi, che nel 1733 fu donato da Ippolita Ludovisi a Papa Clemente XII Corsini (1730-1740) che lo avrebbe voluto innalzare di fronte alla nuova facciata di San Giovanni in Laterano, ma rimase parcheggiato di fronte all'ingresso della vicina Villa Giustiniani (poi Villa Massimo) fino al 1789, quando venne poi eretto di fronte alla Chiesa della Trinità dei Monti dove tuttora si trova. Tuttavia, in mezzo a queste vicissitudini, il basamento era rimasto nei giardini di Villa Ludovisi, interrato e riemerso solo durante alcuni lavori nel 1843, in seguito ai quali rimase nuovamente in stato di abbandono quando venne trasferito nel 1890 presso il deposito di Via Volturno.
Fu dunque questo blocco quasi dimenticato a essere utilizzato per il monumento nel 1926: fu in occasione dell'anniversario della Marcia su Roma, il 28 Ottobre di quell'anno, che il basamento in granito venne spostato sul Campidoglio, posto nel giardino situato alle spalle della Basilica di Santa Maria in Ara Coeli e arricchito di alcuni fregi con simboli collegati al Fascismo e di una scritta che celebrava appunto i "caduti per la Rivoluzione delle Camicie Nere".
Il giardino, arricchito di questo monumento, prese comunemente il nome di "Giardino dell'Ara". Per questa ragione, nel 1935 il Governatorato di Roma decise di attribuire alla strada nata dopo le numerose sistemazioni dell'area dei Fori e del Campidoglio e che aveva sostituito la vecchia Via di San Pietro in Carcere il nome di Clivo dell'Ara Littoria, dal momento che il suo nuovo percorso passava molto più vicino al monumento.
Dopo la Liberazione di Roma da parte degli Alleati, avvenuta il 10 Giugno, le nuove istituzioni della Capitale iniziarono una politica di de-fascistizzazione anche dei luoghi: già nel Luglio, uno dei primi provvedimenti, portò allo smantellamento dell'Ara Littoria, privando il basamento dei fregi che lo avevano trasformato in monumento ai caduti e facendolo tornare un semplice e spoglio basamento in granito, spostato in un angolo del giardino dove tuttora si trova, protetto da una grata. Lo stesso anno il Comune prese provvedimenti per cambiare i nomi di numerose strade dai connotati chiaramente fascisti, tra le quali il Clivo dell'Ara Littoria, che prese dunque il nome di Via di San Pietro in Carcere, come d'altronde si chiamava la strada che aveva sostituito.
 
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