L'Ara dei Caduti Fascisti, conosciuta anche come Ara Littoria, era un monumento esistito durante il Fascismo, che si trovava nel giardino presso il Campidoglio situato lungo Via di San Pietro in Carcere, nel
Rione Campitelli.
Le origini di questo monumento vanno individuate nel periodo immediatamente successivo alla Marcia su Roma, nello specifico al provvedimento preso il 13 Febbraio 1923 dal Sottosegretario alla Pubblica Istruzione Dario Lupi che aveva permesso di estendere il culto e la memoria dei caduti della Grande Guerra a tutti quelli che venivano definiti dal Partito Nazionale Fascista "Martiri Fascisti", ovvero tutti i membri del movimento mussoliniano morti in fatti di sangue durante un periodo particolarmente sanguinoso per l'Italia, caratterizzato da violenti scontri politici e dall'aumento vertiginoso della violenza squadrista dei fascisti.
E' però nel 1926, quando il Fascismo ha ormai ottenuto i pieni poteri, che si decide di dedicare un'ara per i caduti fascisti da porre sul Campidoglio: per l'occasione si sceglie di utilizzare un blocco di granito dalla storia travagliata. Si tratta infatti di quello che fu il basamento dell'Obelisco Sallustiano, un obelisco scoperto nel 1589 nella vigna del Cardinale Flavio Orsini nell'area che successivamente sarebbe diventata Villa Ludovisi, che nel 1733 fu donato da Ippolita Ludovisi a Papa Clemente XII Corsini (1730-1740) che lo avrebbe voluto innalzare di fronte alla nuova facciata di San Giovanni in Laterano, ma rimase parcheggiato di fronte all'ingresso della vicina Villa Giustiniani (poi Villa Massimo) fino al 1789, quando venne poi eretto di fronte alla Chiesa della Trinità dei Monti dove tuttora si trova. Tuttavia, in mezzo a queste vicissitudini, il basamento era rimasto nei giardini di Villa Ludovisi, interrato e riemerso solo durante alcuni lavori nel 1843, in seguito ai quali rimase nuovamente in stato di abbandono quando venne trasferito nel 1890 presso il deposito di Via Volturno.
Fu dunque questo blocco quasi dimenticato a essere utilizzato per il monumento nel 1926: fu in occasione dell'anniversario della Marcia su Roma, il 28 Ottobre di quell'anno, che il basamento in granito venne spostato sul Campidoglio, posto nel giardino situato alle spalle della Basilica di Santa Maria in Ara Coeli e arricchito di alcuni fregi con simboli collegati al Fascismo e di una scritta che celebrava appunto i "caduti per la Rivoluzione delle Camicie Nere".
Il giardino, arricchito di questo monumento, prese comunemente il nome di "Giardino dell'Ara". Per questa ragione, nel 1935 il Governatorato di Roma decise di attribuire alla strada nata dopo le numerose sistemazioni dell'area dei Fori e del Campidoglio e che aveva sostituito la vecchia Via di San Pietro in Carcere il nome di Clivo dell'Ara Littoria, dal momento che il suo nuovo percorso passava molto più vicino al monumento.
Dopo la Liberazione di Roma da parte degli Alleati, avvenuta il 10 Giugno, le nuove istituzioni della Capitale iniziarono una politica di de-fascistizzazione anche dei luoghi: già nel Luglio, uno dei primi provvedimenti, portò allo smantellamento dell'Ara Littoria, privando il basamento dei fregi che lo avevano trasformato in monumento ai caduti e facendolo tornare un semplice e spoglio basamento in granito, spostato in un angolo del giardino dove tuttora si trova, protetto da una grata. Lo stesso anno il Comune prese provvedimenti per
cambiare i nomi di numerose strade dai connotati chiaramente fascisti, tra le quali il Clivo dell'Ara Littoria, che prese dunque il nome di Via di San Pietro in Carcere, come d'altronde si chiamava la strada che aveva sostituito.
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