Cappella Maggiore Gesù Misericordioso del Policlinico Umberto I


La Cappella Maggiore Gesù Misericordioso è il principale luogo di culto del Policlinico Umberto I, situato in Viale del Policlinico n. 155 nel Quartiere Nomentano.   
L'edificio venne costruito assieme al vasto complesso ospedaliero (1888-1903) negli anni 1897-1898, mentre le decorazioni interne terminarono nel 1906. Il progetto fu elaborato del Genio Civile sulle bozze provvisorie realizzate dall'architetto Giulio Podesti, mentre la costruzione fu effettuata dalla ditta Vitali.


La cappella è situata al primo piano del padiglione contenente la centrale termica, affacciato sul cortile posto dietro l'edificio della Direzione, la struttura è in stile neorinascimentale, con una loggia a colonne binate dotata di un timpano, sulla facciata principale, e una cupola. Sulla trabeazione erano presenti una statua di Cristo Salvatore e due angeli adoranti, dello scultore Mangionello, oggi rimosse. L'interno ha una pianta a croce greca, con abside semicircolare centrale.  


Le decorazioni pittoriche furono affidate al pittore Giulio Rolland, accademico del Regio Istituto di Belle Arti di Parma. Egli iniziò decorando la cupola, successivamente i quattro pennacchi, le lunette e l'abside.


La cupola è occupata da otto riquadri, contenenti ognuno un'edicola, in cui sono posti i simboli della Passione, elementi floreali completano la decorazione. Alla base della cupola sono presenti lunette occupate da angeli musicanti.
I pennacchi sono raffigurati in altorilievo di stucco alcuni Santi legati al settore ospedaliero: San Vincenzo de' Paoli, San Rocco, San Camillo de Lellis, San Giovanni di Dio.


L'abside è occupata da una solenne raffigurazione di Cristo Pantocrator benedicente, circondato da angeli incensanti e sorreggenti un grande drappo color porpora, da cui si protende la Colomba dello Spirito Santo.


Ai lati dell'arco absidale si trovano i ritratti dei due più importanti clinici del tempo e fondatori del Policlinico: il Professore Guido Baccelli, direttore della Clinica Medica, e il Professore Francesco Durante, direttore della Clinica Chirurgica. Posteriormente invece sono raffigurati il Sindaco del tempo, il Principe Prospero Colonna e il primo direttore del nosocomio Francesco Businelli.


Le lunette laterali sono occupate da due grandi affreschi, a destra si trova la Salus Infirmorum, in trono, benedicente un malato in barella, circondata da suore, medici e una folla di malati. Due angeli sorreggono il manto rosso della Vergine.


A sinistra la lunetta è occupata dalla raffigurazione della Consolatrix Afflictorum, in trono, dedita alla compassione nei confronti di giovani e vecchi malati.

Nel 2007 la cappella è stata reataurata integralmente e sono stati realizzati dei nuovi mosaici decorativi ad opera del Centro Aletti.

Ristoranti scomparsi nel Rione Sant'Angelo

Il Sampietrino, Piazza Costaguti 15

Terra d'Abruzzo

 Terra d'Abruzzo era un ristorante, oggi non più in attività, che si trovava in Via Acaia 52, nel Quartiere Appio-Latino. Si trattava di un ristorante che offriva specialità di cucina abruzzese. Oggi al suo posto è presente il Centro Medico Estetico Pisano.

Nel Regno di Re Ferdinando

Nel Regno di Re Ferdinando era un ristorante, oggi non più in attività, situato in Via dei Banchi Nuovi 8, nel Rione Ponte. Il ristorante offriva cucina napoletana ed era tra i più rinomati del genere a Roma. E' inoltre esistito anche Il Regno di Re Ferdinando II.

Via della Sforzesca

Castro Pretorio Via Sforzesca

Via della Sforzesca è una strada del Rione Castro Pretorio, che parte da Via Osoppo e non ha uscita. Si tratta di un caso molto chiaro di toponomastica interrotta, dal momento che la strada non è mai stata realizzata per intero nella sua funzionalità ed estensione prevista e oggi si presenta come una piccola strada senza uscita, appendice della vicina Via Osoppo.
La strada fu infatti prevista originariamente nel Piano Regolatore del 1931, in cui tra i vari provvedimenti venne ripensata l'area del Castro Pretorio, immaginando alcuni isolati e con la demolizione di alcune porzioni di strutture preesistenti, tra cui alcuni annessi della Caserma Pio IX che si affacciano sul Viale del Castro Pretorio, così da rendere più fluidi i collegamenti tra le aree extramurarie e la zona di Termini, e prevedendo edifici adibiti a funzione culturale all'interno dell'antico accampamento romano. Non è un caso che, nel tempo, l'area sia stata presa in esame anche per nuovi edifici universitari a poca distanza dalla Città Universitaria.
 

In questo senso, è ben visibile nel piano una strada corrispondente a quella che sarebbe dovuta essere Via della Sforzesca, che costeggia il lato sud-est del Castro Pretorio e che di fatto avrebbe dovuto unire Viale del Policlinico e Viale del Castro Pretorio in parallelo al Viale dell'Università.
Tali intenti sono confermati dalla delibera che, nel 1935, istituì la strada, e in cui si parla apertamente di strada prevista dal piano regolatore che avrebbe collegato Via Osoppo al Viale del Castro Pretorio. Dal punto di vista toponomastico, quest'area compresa tra i viali Policlinico, Università e Castro Pretorio si presenta come una propaggine del Rione Castro Pretorio e vede le strade dedicate a battaglie delle Guerre d'Indipendenza, ragione per cui questa strada venne dedicata alla Sforzesca, località presso Vigevano che fu sede di una battaglia nel 1849 durante la Prima Guerra di Indipendenza che vide una limitata vittoria piemontese sugli Austriaci.
La riorganizzazione dell'area, tuttavia, negli anni successivi si limitò principalmente alla realizzazione dell'edificio sede dell'ANAS lungo Via Monzambano, il cui retro si affaccia proprio su Via Sforzesca, ma la strada rimase tuttavia incompiuta e senza uscita, tanto che i suoi confini verranno rettificati come "Da Via Osoppo a senza uscita".
 
Questo progetto di edifici universitari entro l'area del Castro Pretorio mostra Via della Sforzesca nella sua estensione originariamente prevista dal PRG del 1931

Nel 1959, basandosi proprio sul PRG del 1931 che prevedeva di realizzare opere di natura culturale, il Ministero dei Lavori Pubblici bandì il concorso per la realizzazione nell'area della nuova sede della Biblioteca Nazionale, che venne conclusa nel 1970. Questo fatto, dunque, pose fine a qualsiasi possibile sviluppo ulteriore di Via della Sforzesca, che si presenta oggi quasi come uno slargo posto a ridosso delle mura del Castro Pretorio su cui si affacciano il retro dell'edificio dell'ANAS e un accesso secondario alla Biblioteca Nazionale. Il tracciato pensato originariamente per la strada, reso più stretto dal palazzo dell'ANAS, è ancora riconoscibile tra il suddetto palazzo e le mura del Castro Pretorio, pur interrompendosi a ridosso degli edifici annessi alla Caserma Pio IX che si affacciano sul Viale del Castro Pretorio. Prima di essi, è presente Porta Clausa, una posterula delle Mura Aureliane nascosta tra i palazzi sopra citati. Forse la realizzazione di Via della Sforzesca come da piano regolatore ne avrebbe comportato la distruzione.

Segnale di due frecce in Via Maddalena


 
In Via Maddalena, nel Municipio 1 di Milano, è presente un segnale composto da due frecce che indicano verso il basso racchiuse in un cerchio di colore nero. Si tratta di un caso di segnaletica a muro della Seconda Guerra Mondiale, con questo tipo di frecce che, generalmente, indicavano un rifugio antiaereo per la popolazione civile.

Sempre insieme

Sempre insieme era un ristorante oggi non più esistente, situato in Via Boccea 724, nella Zona Casalotti. Si trattava di un punto di riferimento del quartiere, che offriva cibo di vario genere dalla carne, al pesce alla pizzeria. 
Al suo posto sorge oggi il ristorante sardo Da Luisu.